Qui sotto casa c'è un cantiere.
Il cantiere è 'mutato' nel tempo: prima (per più di un anno) era un deposito di materiale; poi è diventato un cantiere vero e proprio, per il rifacimento della piazza.
Quando c'era il deposito, avveniva non di rado che alle 2 di notte gli operai scaricassero detriti di vario genere, con tonfi e botti allucinanti, da infarto miocardico notturno!
Poi la situazione è migliorata... !!!!!!
Da un anno e mezzo gli operai lavorano alla 'riqualificazione' della piazza.
La piazza è stata quasi tutta pedonalizzata, il che in una città come Roma comporta una seria assunzione di responsabilità, perché la lotta per il parcheggio è pratica quotidiana.
Ma a parte questo...
Prima delle vacanze estive, mezza piazza era terminata, quella carrabile, con la strada e i parcheggi.
Tutti felici! La macchina parcheggiata sotto casa, i parcheggi nuovi ampi e comodi, un'area pedonale ampia con panchine e fioriere.
Sorpresa!
Da lunedi la strada è stata chiusa di nuovo, con divieto di sosta per 10 giorni.
Il motivo: manutenzione stradale!!!!!!
MANUTENZIONE STRADALE?!?!?!?
UNA STRADA APPENA REALIZZATA?!?!?!?
Gli operai stanno rimuovendo ampie porzioni di mattonato sostituendole con nuove toppe dello stesso materiale.
Non è chiaro il perché, ma una cosa è certa: la strada appena realizzata non doveva essere fatta bene, o come si dice 'a regola d'arte'.
Allora io mi domando: chi diavolo sono questi che lavorano qua sotto?
E' mai possibile che:
- abbiano dimenticato di eliminare tutte le barriere architettoniche
- abbiano realizzato opere già in fase di manutenzione a 3 settimane dal completamento
- siano stati capaci di far 'esplodere' una cassaforma di una panchina (altezza poche decine di cm!) durante il getto di cemento
- spesso si presentano in 2 operai e per giorni interi riescono al massimo a posare 2 o 3 lastre di rivestimento
Chi sono questi? A che livello di subappalto potremmo essere arrivati?
E poi noi, noi che li osserviamo tutti i giorni...
Ma è mai possibile che a nessuno venga in mente che, oltre all'enorme disagio arrecato, l'inefficienza di questo operato ricade sulle nostre tasche?!?
Sogno un giorno che tutti gli inquilini (e sono tantissimi) dei palazzi circostanti si presentino chiedendo del capocantiere per dargli una bella lavata di capo(cantiere) e dirgli di cominciare a lavorare SERIAMENTE!!!
venerdì 31 agosto 2007
Voglio fare il lavavetri
Gli 'ultimi', il 'racket'...
Ci si 'rimpappa' di nuovo con le parole, mostrando la propria 'superiore sensibilità' verso un problema epocale (l'immigrazione fuori controllo): l'immigrato è un povero derelitto che non sa dove andare a sbattere e il racket è il vero responsabile che va perseguito e punito.
Benissimo! Sono d'accordo sul principio.
Ma il problema *reale* dove va a finire?
Vivo a Roma dal 2000. I lavavetri, i lavafari, i vendifazzolettini, i vendifiori... e chi più ne ha più ne metta, per me sono sempre stati parte integrante di questa città.
E va tutto bene...
Qualcuno ogni tanto è troppo insistente, e pure se hai appena lavato l'auto quello ti piazza lo spazzolone intriso in quella melma grigiastra nel secchio e ti 'pulisce' di nuovo il parabrezza...
Qualcuno ogni tanto, se ti fai avanti con l'auto per evitare la trappola, ti sputa e scappa... e meno male che quando sei in colonna al semaforo la prima cosa che fai (che facciamo quasi tutti) è tirare su i cristalli dei finestrini... ammettiamolo!
Quasi tutti, anche se ti sbracci come un polipo per far capire che non vuoi che il tuo parabrezza venga toccato, appena a tiro di spazzolone melmoso te lo appoggiano delicatamente sul vetro... e che fai? Vai di tergicristallo? Te lo fai lavare?
Le donne poi sono il massimo: con l'angolo dello spazzolone schiumoso ti disegnano un meraviglioso cuoricino melmoso sul parabrezza... Malimortacci!!!
Per non parlare dei furti dal finestrino...
Ma è sempre stato così, va tutto bene, siamo tutti sufficientemente tolleranti.
Sta di fatto che, da almeno 7 anni che sono a Roma, non ho assolutamente mai avuto la percezione che qualcosa si stesse muovendo per dare a queste persone la dignità che tanto gli si vuol riconoscere oggi nei dibattiti.
Allora 'sto racket dove sta? Chi lo fa? Com'è organizzato? Perché in 7 anni e 2 governi non è mai stato neanche scalfito?
Il problema vero non è che c'è un racket che sottomette gli ultimi, ma che la gente s'è stufata di questa situazione persistente e chiede a gran voce che venga fatto qualcosa, qualsiasi cosa...
Vogliamo 'istituzionalizzare' il mestiere (?) del lavavetri ai semafori? Benissimo, sono d'accordo, almeno questa gente si può regolarizzare... sempre che il racket non la controlli ugualmente...
Prima regola per il lavavetri al semaforo: se l'automobilista di turno non ti chiama ESPLICITAMENTE, non azzardarti ad avvicinare il tuo spazzolone al suo parabrezza!!!!!
Ci si 'rimpappa' di nuovo con le parole, mostrando la propria 'superiore sensibilità' verso un problema epocale (l'immigrazione fuori controllo): l'immigrato è un povero derelitto che non sa dove andare a sbattere e il racket è il vero responsabile che va perseguito e punito.
Benissimo! Sono d'accordo sul principio.
Ma il problema *reale* dove va a finire?
Vivo a Roma dal 2000. I lavavetri, i lavafari, i vendifazzolettini, i vendifiori... e chi più ne ha più ne metta, per me sono sempre stati parte integrante di questa città.
E va tutto bene...
Qualcuno ogni tanto è troppo insistente, e pure se hai appena lavato l'auto quello ti piazza lo spazzolone intriso in quella melma grigiastra nel secchio e ti 'pulisce' di nuovo il parabrezza...
Qualcuno ogni tanto, se ti fai avanti con l'auto per evitare la trappola, ti sputa e scappa... e meno male che quando sei in colonna al semaforo la prima cosa che fai (che facciamo quasi tutti) è tirare su i cristalli dei finestrini... ammettiamolo!
Quasi tutti, anche se ti sbracci come un polipo per far capire che non vuoi che il tuo parabrezza venga toccato, appena a tiro di spazzolone melmoso te lo appoggiano delicatamente sul vetro... e che fai? Vai di tergicristallo? Te lo fai lavare?
Le donne poi sono il massimo: con l'angolo dello spazzolone schiumoso ti disegnano un meraviglioso cuoricino melmoso sul parabrezza... Malimortacci!!!
Per non parlare dei furti dal finestrino...
Ma è sempre stato così, va tutto bene, siamo tutti sufficientemente tolleranti.
Sta di fatto che, da almeno 7 anni che sono a Roma, non ho assolutamente mai avuto la percezione che qualcosa si stesse muovendo per dare a queste persone la dignità che tanto gli si vuol riconoscere oggi nei dibattiti.
Allora 'sto racket dove sta? Chi lo fa? Com'è organizzato? Perché in 7 anni e 2 governi non è mai stato neanche scalfito?
Il problema vero non è che c'è un racket che sottomette gli ultimi, ma che la gente s'è stufata di questa situazione persistente e chiede a gran voce che venga fatto qualcosa, qualsiasi cosa...
Vogliamo 'istituzionalizzare' il mestiere (?) del lavavetri ai semafori? Benissimo, sono d'accordo, almeno questa gente si può regolarizzare... sempre che il racket non la controlli ugualmente...
Prima regola per il lavavetri al semaforo: se l'automobilista di turno non ti chiama ESPLICITAMENTE, non azzardarti ad avvicinare il tuo spazzolone al suo parabrezza!!!!!
martedì 28 agosto 2007
Tesoretto, tesoruccio
Il tesoretto
dove lo metto
dove lo metto non si sa
L'Italia è un Paese strano.
L'extra-gettito ricavato dalla stretta sui controlli fiscali pone il dilemma del "che facciamo con questi soldi".
Si tende a dimenticare che c'è una cosa che si chiama debito pubblico, che grava su ognuno di noi e, ancora peggio, anche sui figli che eventualmente ognuno di noi metterà al mondo: mio figlio, se nascerà, nascerà con milioni di debito!
Paragonando l'Italia a una famiglia con il conto in banca in profondo rosso, è come se questa famiglia vincesse alla lotteria e fosse indecisa se utilizzare quei soldi per regalare una fornitura di viagra per il nonno o di caramelle per il più piccolo, fregandosene della possibilità di migliorare la condizione generale della famiglia.
Siamo strani noi Italiani, che da mesi ormai ascoltiamo i nostri cari politici che cercano di convincerci che è meglio fare così, no anzi, il contrario di così... e noi che li stiamo pure a sentire, senza pensare sempre e in ogni momento che per loro è tutta una questione di preferenze.
Fortuna che l'Europa ogni tanto ci dice cosa sarebbe meglio fare.
dove lo metto
dove lo metto non si sa
L'Italia è un Paese strano.
L'extra-gettito ricavato dalla stretta sui controlli fiscali pone il dilemma del "che facciamo con questi soldi".
Si tende a dimenticare che c'è una cosa che si chiama debito pubblico, che grava su ognuno di noi e, ancora peggio, anche sui figli che eventualmente ognuno di noi metterà al mondo: mio figlio, se nascerà, nascerà con milioni di debito!
Paragonando l'Italia a una famiglia con il conto in banca in profondo rosso, è come se questa famiglia vincesse alla lotteria e fosse indecisa se utilizzare quei soldi per regalare una fornitura di viagra per il nonno o di caramelle per il più piccolo, fregandosene della possibilità di migliorare la condizione generale della famiglia.
Siamo strani noi Italiani, che da mesi ormai ascoltiamo i nostri cari politici che cercano di convincerci che è meglio fare così, no anzi, il contrario di così... e noi che li stiamo pure a sentire, senza pensare sempre e in ogni momento che per loro è tutta una questione di preferenze.
Fortuna che l'Europa ogni tanto ci dice cosa sarebbe meglio fare.
$$$ e morte
Antonio Puerta è morto.
Tutti in cordoglio.
R.I.P.
Io spero che comincino a non riposare in pace quelli che hanno pagato o che hanno preso soldi perché un cardiopatico giocasse a livello agonistico.
Tutti in cordoglio.
R.I.P.
Io spero che comincino a non riposare in pace quelli che hanno pagato o che hanno preso soldi perché un cardiopatico giocasse a livello agonistico.
martedì 10 luglio 2007
Elezioni truccate? Convincimi!
Guarda un po' questo video.
Che c'è di strano? Almeno due cose.
1. Le schede elettorali sono sovrapposte e l'elettore (chiamiamolo così) fa una serie di croci sul simbolo del partito senza curarsi delle schede sottostanti.
Questo vorrebbe dire che:
a) le schede elettorali per gli elettori all'estero non sono realizzate con la stessa carta delle schede con cui votiamo noi in Italia, per cui ci raccomandano sempre di non sovrapporre le schede pena l'annullamento delle stesse a causa della trascrizione dei segni alle schede sottostanti;
b) chiunque abbia una stampante a colori può realizzare tutte le schede elettorali che vuole!!!
2. Le buste "originali del consolato" (come più volte ripetuto nel video): quelle poi senz'altro non sono realizzate con carta speciale e sono senz'altro facilmente riproducibili.
A mio parere, fermo restando che non si può escludere che ci sia stata qualche irregolarità nelle votazioni degli italiani all'estero (soprattutto grazie ai sistemi utilizzati che risalgono al dopoguerra...), non credo sia questo video una prova schiacciante a favore di questa tesi, anzi al contrario, mi sembra uno scherzo anche piuttosto mal confezionato...
Che c'è di strano? Almeno due cose.
1. Le schede elettorali sono sovrapposte e l'elettore (chiamiamolo così) fa una serie di croci sul simbolo del partito senza curarsi delle schede sottostanti.
Questo vorrebbe dire che:
a) le schede elettorali per gli elettori all'estero non sono realizzate con la stessa carta delle schede con cui votiamo noi in Italia, per cui ci raccomandano sempre di non sovrapporre le schede pena l'annullamento delle stesse a causa della trascrizione dei segni alle schede sottostanti;
b) chiunque abbia una stampante a colori può realizzare tutte le schede elettorali che vuole!!!
2. Le buste "originali del consolato" (come più volte ripetuto nel video): quelle poi senz'altro non sono realizzate con carta speciale e sono senz'altro facilmente riproducibili.
A mio parere, fermo restando che non si può escludere che ci sia stata qualche irregolarità nelle votazioni degli italiani all'estero (soprattutto grazie ai sistemi utilizzati che risalgono al dopoguerra...), non credo sia questo video una prova schiacciante a favore di questa tesi, anzi al contrario, mi sembra uno scherzo anche piuttosto mal confezionato...
lunedì 9 luglio 2007
Telecom no... ma Previti forse...
Forse si vede la luce in fondo al tunnel!
Forse quel piccolo comico genovese sta increspando la superficie di questo stagno malsano.
Con Telecom non c'è stato niente da fare, il 'tronchetto' e il suo entourage sono troppo incancreniti nelle loro poltrone.
Ma forse con Previti ci se la fa... la presa di coscienza dell'italiano medio, sollecitato dal 'grillo parlante' d'Italia, sta avendo luogo.
Anche se nella mia mente disillusa, a ben vedere, è più probabile che l'italiano medio sia ancora lontano dalla presa di coscienza, mentre la nostra beneamata classe dirigente abbia già preso coscienza del fatto che un gesto 'eclatante' (prima che dovuto) potrebbe salvarla dall'essere falcidiata.
Forza Beppe, ma poche illusioni, questi non cambiano di una virgola: il caro Previti ha detto che la sua decadenza da parlamentare è "un atto politico"... pensa te!!!
Forse quel piccolo comico genovese sta increspando la superficie di questo stagno malsano.
Con Telecom non c'è stato niente da fare, il 'tronchetto' e il suo entourage sono troppo incancreniti nelle loro poltrone.
Ma forse con Previti ci se la fa... la presa di coscienza dell'italiano medio, sollecitato dal 'grillo parlante' d'Italia, sta avendo luogo.
Anche se nella mia mente disillusa, a ben vedere, è più probabile che l'italiano medio sia ancora lontano dalla presa di coscienza, mentre la nostra beneamata classe dirigente abbia già preso coscienza del fatto che un gesto 'eclatante' (prima che dovuto) potrebbe salvarla dall'essere falcidiata.
Forza Beppe, ma poche illusioni, questi non cambiano di una virgola: il caro Previti ha detto che la sua decadenza da parlamentare è "un atto politico"... pensa te!!!
domenica 1 luglio 2007
Un post "Speciale"
Certo che anche questa storia di Speciale contro il Governo è tipicamente spaghetti-Italy.
Dibattiti, discussioni, programmi televisivi, centinaia di mq di carta (e quindi alberi e alberi sprecati) a parlare di un problema che problema non è.
Il problema è a monte, come quasi tutto quello che accade in Italia oggi.
Il problema è che lo sanno tutti che la Guardia di Finanza non è un corpo ma una Corporazione: la scuola ufficiali è aperta ai rampolli di finanzieri e a chi ha la 'spinta' per entrarci, gli altri facciano qualcos'altro.
Superato il ruolo di portiere dello stabile e receptionist, qualsiasi altro ruolo o grado diviene 'merce' o 'premio', venduto o consegnato al più 'utile' e non al più meritevole.
Ma se ci pensiamo bene, niente di diverso da quello che accade in qualsiasi altro ambito del panorama italiano: a qualcuno risulta che la meritocrazia sia uno status vigente?!
E allora è ridicolo che il Governo accusi la Guardia di Finanza di corporativismo no?
Sarebbe un'accusa seria se i componenti del Governo avessero mediamente 30 anni e non 60 come adesso: ammazza, e quanto merito devono avere questi per stare su quegli scranni per decine di anni? ovvero, quanto poco merito hanno tutti gli altri 50 e rotti milioni di italiani per non riuscire ad arrivare dove sono i nostri cari vecchietti governanti?
Non siate ipocriti per favore, neanche il primo uomo sulla Terra ha scoperto l'acqua calda: ci è nato dentro.
Dibattiti, discussioni, programmi televisivi, centinaia di mq di carta (e quindi alberi e alberi sprecati) a parlare di un problema che problema non è.
Il problema è a monte, come quasi tutto quello che accade in Italia oggi.
Il problema è che lo sanno tutti che la Guardia di Finanza non è un corpo ma una Corporazione: la scuola ufficiali è aperta ai rampolli di finanzieri e a chi ha la 'spinta' per entrarci, gli altri facciano qualcos'altro.
Superato il ruolo di portiere dello stabile e receptionist, qualsiasi altro ruolo o grado diviene 'merce' o 'premio', venduto o consegnato al più 'utile' e non al più meritevole.
Ma se ci pensiamo bene, niente di diverso da quello che accade in qualsiasi altro ambito del panorama italiano: a qualcuno risulta che la meritocrazia sia uno status vigente?!
E allora è ridicolo che il Governo accusi la Guardia di Finanza di corporativismo no?
Sarebbe un'accusa seria se i componenti del Governo avessero mediamente 30 anni e non 60 come adesso: ammazza, e quanto merito devono avere questi per stare su quegli scranni per decine di anni? ovvero, quanto poco merito hanno tutti gli altri 50 e rotti milioni di italiani per non riuscire ad arrivare dove sono i nostri cari vecchietti governanti?
Non siate ipocriti per favore, neanche il primo uomo sulla Terra ha scoperto l'acqua calda: ci è nato dentro.
mercoledì 20 giugno 2007
La Grande Muraglia si e l'Everest no?!?
Se potessi scegliere, preferirei buttare giù la Grande Muraglia piuttosto che fare questo scempio.
giovedì 14 giugno 2007
Mostraci la tua credibilità
Ecco, non credo che questo blog abbia ricevuto più di 12-13 visite, considerando anche gli amici 'di secondo grado'...
Quindi penso sia praticamente impossibile che questa iniziativa sia destinata a qualche strana forma di 'successo'...
Ad ogni modo, ho pensato che sarebbe interessante sondare il coraggio e la disponibilità dei nostri (citando un caro personaggio) 'dipendenti', invitandoli a convincere un insignificante piccolo loro 'datore di lavoro' (che vorrebbe tanto smettere di tapparsi il naso nella cabina elettorale) di quanto siano degni di stare nel posto in cui qualcuno li ha messi a curare gli affari e gli interessi... ovviamente del Paese...
Un bel sondaggione, una bella statistica però stavolta non rivolta alla famiglia tipo o all'italiano medio, ma al 'dipendente' medio, al suo stipendio, ai suoi benefits, alla sua pensione, ai suoi privilegi, ai suoi possedimenti, alle sue agevolazioni, alle agevolazioni che riesce a concedere dalla sua posizione, alla sua onestà, al suo resistere (o non resistere) alla tentazione di utilizzare le informazioni cui ha accesso per i propri interessi e i propri affari, ai suoi rapporti più o meno irreprensibili con imprenditori piccoli e grandi, all'effettivo valore sociale del suo operato... e chi più ne ha più ne metta.
Fatevi avanti, cari 'dipendenti', e se vi manca un po' di coraggio vi si potrà sempre garantire l'anonimato.
Quindi penso sia praticamente impossibile che questa iniziativa sia destinata a qualche strana forma di 'successo'...
Ad ogni modo, ho pensato che sarebbe interessante sondare il coraggio e la disponibilità dei nostri (citando un caro personaggio) 'dipendenti', invitandoli a convincere un insignificante piccolo loro 'datore di lavoro' (che vorrebbe tanto smettere di tapparsi il naso nella cabina elettorale) di quanto siano degni di stare nel posto in cui qualcuno li ha messi a curare gli affari e gli interessi... ovviamente del Paese...
Un bel sondaggione, una bella statistica però stavolta non rivolta alla famiglia tipo o all'italiano medio, ma al 'dipendente' medio, al suo stipendio, ai suoi benefits, alla sua pensione, ai suoi privilegi, ai suoi possedimenti, alle sue agevolazioni, alle agevolazioni che riesce a concedere dalla sua posizione, alla sua onestà, al suo resistere (o non resistere) alla tentazione di utilizzare le informazioni cui ha accesso per i propri interessi e i propri affari, ai suoi rapporti più o meno irreprensibili con imprenditori piccoli e grandi, all'effettivo valore sociale del suo operato... e chi più ne ha più ne metta.
Fatevi avanti, cari 'dipendenti', e se vi manca un po' di coraggio vi si potrà sempre garantire l'anonimato.
lunedì 28 maggio 2007
Amministrative
Ci risiamo.
Ogni volta che c'è qualche appuntamento elettorale ognuno canta vittoria per sé e per la propria parte politica.
Tutti sempre pronti a interpretare proiezioni e risultati a proprio piacimento e vantaggio.
Ma un minimo di obiettività mai, eh?
Perché non dire chiaramente che non è successo niente?
Tutto il resto sono soldi sperperati per le pubblicità da mandare in onda nelle pause dei programmi di "approfondimento" politico.
E poi ancora questa storia della "crisi della politica"...
Ma ci rendiamo conto? I politici che dicono che la politica è in crisi!
E' come un governo che dice che per migliorare le cose bisognerebbe fare delle leggi: è il governo che deve farle!
E così la "crisi della politica": i politici che ne parlano ne sono al tempo stesso la causa... e in più parlano! Come se non dipendesse da loro! Mah...
Ragazzi non so voi, ma che fatica sopportare tutte ste str.....e!
Ogni volta che c'è qualche appuntamento elettorale ognuno canta vittoria per sé e per la propria parte politica.
Tutti sempre pronti a interpretare proiezioni e risultati a proprio piacimento e vantaggio.
Ma un minimo di obiettività mai, eh?
Perché non dire chiaramente che non è successo niente?
Tutto il resto sono soldi sperperati per le pubblicità da mandare in onda nelle pause dei programmi di "approfondimento" politico.
E poi ancora questa storia della "crisi della politica"...
Ma ci rendiamo conto? I politici che dicono che la politica è in crisi!
E' come un governo che dice che per migliorare le cose bisognerebbe fare delle leggi: è il governo che deve farle!
E così la "crisi della politica": i politici che ne parlano ne sono al tempo stesso la causa... e in più parlano! Come se non dipendesse da loro! Mah...
Ragazzi non so voi, ma che fatica sopportare tutte ste str.....e!
Chi sa, capirà...
A volte, per proteggere qualcuno, si è costretti a comportarsi in maniera ambigua.
Sembra che tutto venga messo in discussione: la stima, la fiducia... l'amicizia...
Non è così.
La coscienza è a posto.
Il pericolo maggiore non è perdere la stima e l'amicizia di qualcuno.
La sicurezza maggiore è sapere che quella persona non corre rischi, anche se per ora non crede più in te.
Il tempo aggiusterà le cose, insieme alla volontà di aggiustarle.
Io aspetto un segno di questa volontà...
Sembra che tutto venga messo in discussione: la stima, la fiducia... l'amicizia...
Non è così.
La coscienza è a posto.
Il pericolo maggiore non è perdere la stima e l'amicizia di qualcuno.
La sicurezza maggiore è sapere che quella persona non corre rischi, anche se per ora non crede più in te.
Il tempo aggiusterà le cose, insieme alla volontà di aggiustarle.
Io aspetto un segno di questa volontà...
martedì 22 maggio 2007
Grafica 3D
Finalmente sto conoscendo aziende davvero di alto livello in questo settore.
Fra ieri e oggi non saprei dire quale mi abbia più 'intrigato'!
Dai che forse si vede la luce in fondo al tunnel...
Fra ieri e oggi non saprei dire quale mi abbia più 'intrigato'!
Dai che forse si vede la luce in fondo al tunnel...
venerdì 11 maggio 2007
mercoledì 9 maggio 2007
Ho alzato il dito e adesso dico una cosa...
... ma per favore, non cominciate a parlare di anti-americanismo: non siamo così idioti.
Il punto è: è mai possibile che quel poveraccio di Calipari sia stato ammazzato da quel poveraccio di Lozano e ottusamente una super-potenza militare come l'America, attraverso il suo Pentagono, metta in piedi una 'inchiesta interna' per liquidare in breve tempo la questione senza consentire che sia fatta chiarezza, ancor prima che giustizia?
E' sempre la solita storia, chi è forte prevale, chi ha i soldi non va in galera (o ci va meno e per meno tempo), chi è bello è accettato...
Ma che civiltà di m...a!
Il punto è: è mai possibile che quel poveraccio di Calipari sia stato ammazzato da quel poveraccio di Lozano e ottusamente una super-potenza militare come l'America, attraverso il suo Pentagono, metta in piedi una 'inchiesta interna' per liquidare in breve tempo la questione senza consentire che sia fatta chiarezza, ancor prima che giustizia?
E' sempre la solita storia, chi è forte prevale, chi ha i soldi non va in galera (o ci va meno e per meno tempo), chi è bello è accettato...
Ma che civiltà di m...a!
lunedì 7 maggio 2007
Che vuol dire 'e-mail'...
Quando internet ha cominciato a diffondersi presso il grande pubblico, io c'ero.
Ho iniziato a usare l'e-mail nel 1993.
A me hanno spiegato che 'e-mail' significa 'electronic-mail', quindi 'posta elettronica'.
L'e-mail è uno strumento di comunicazione formidabile, migliore di qualsiasi altro strumento.
Certamente il suo uso va contestualizzato: l'e-mail è il miglior strumento di comunicazione per l'uso lavorativo.
Nell'ambito lavorativo, l'e-mail consente di comunicare in maniera rapida ed efficace con clienti e partners anche all'altro capo del mondo.
Come? Nella maggior parte dei casi le comunicazioni sono concise, asciutte, dirette, efficaci: del resto uno strumento lavorativo come questo, deve rispondere a requisiti imprescindibili di chiarezza e immediatezza.
Negli Stati Uniti (lungi da me l'apologia degli USA) è ben chiaro il ruolo dell'e-mail e di conseguenza se ne fa un uso estensivo e, a mio parere, corretto.
In Italia (soprattutto in Italia) l'e-mail non è 'electronic-mail'.
Si legge su Wikipedia: 'È la controparte digitale ed elettronica della posta ordinaria e cartacea.'
Per capire dove voglio andare a parare, questo è il tipico scambio di e-mail di lavoro fra l'utente italiano e quello americano:
Giancarlo: "Caro John, come stai? Spero bene! E i figli? Tutto a posto? Io non mi lamento, a parte questa leggera febbre che ogni tanto va e viene e il raffreddore che ho preso la settimana scorsa mentre uscivo tutto sudato dalla palestra perché le docce erano di nuovo guaste. Ma venendo al lavoro, volevo chiederti se per caso hai avuto modo di esaminare quel documento che ti ho inviato 10 giorni fa. Ti auguro un buon fine settimana, salutami i tuoi cari e cerca di riposarti. Ciao."
John: "No. Too busy. I'll try during the week-end."
Allora mi viene il dubbio che in Italia e-mail significhi 'posta emotiva'.
Ho iniziato a usare l'e-mail nel 1993.
A me hanno spiegato che 'e-mail' significa 'electronic-mail', quindi 'posta elettronica'.
L'e-mail è uno strumento di comunicazione formidabile, migliore di qualsiasi altro strumento.
Certamente il suo uso va contestualizzato: l'e-mail è il miglior strumento di comunicazione per l'uso lavorativo.
Nell'ambito lavorativo, l'e-mail consente di comunicare in maniera rapida ed efficace con clienti e partners anche all'altro capo del mondo.
Come? Nella maggior parte dei casi le comunicazioni sono concise, asciutte, dirette, efficaci: del resto uno strumento lavorativo come questo, deve rispondere a requisiti imprescindibili di chiarezza e immediatezza.
Negli Stati Uniti (lungi da me l'apologia degli USA) è ben chiaro il ruolo dell'e-mail e di conseguenza se ne fa un uso estensivo e, a mio parere, corretto.
In Italia (soprattutto in Italia) l'e-mail non è 'electronic-mail'.
Si legge su Wikipedia: 'È la controparte digitale ed elettronica della posta ordinaria e cartacea.'
Per capire dove voglio andare a parare, questo è il tipico scambio di e-mail di lavoro fra l'utente italiano e quello americano:
Giancarlo: "Caro John, come stai? Spero bene! E i figli? Tutto a posto? Io non mi lamento, a parte questa leggera febbre che ogni tanto va e viene e il raffreddore che ho preso la settimana scorsa mentre uscivo tutto sudato dalla palestra perché le docce erano di nuovo guaste. Ma venendo al lavoro, volevo chiederti se per caso hai avuto modo di esaminare quel documento che ti ho inviato 10 giorni fa. Ti auguro un buon fine settimana, salutami i tuoi cari e cerca di riposarti. Ciao."
John: "No. Too busy. I'll try during the week-end."
Allora mi viene il dubbio che in Italia e-mail significhi 'posta emotiva'.
venerdì 4 maggio 2007
Blackberry Pearl
Ho finalmente il Blackberry, così non devo sempre collegare la scheda al portatile o scroccare connessioni wireless a destra e a manca!
Il modello è il "Pearl", che finalmente somiglia più a un telefonino normale che a un palmare.
Si chiama "Pearl" perché invece del joystick ha una pallina ("perla") per muoversi nello schermo e fra i menù: decisamente molto comoda come soluzione e anche piuttosto pratica.
Quindi adesso quando mi scriverete potrò leggere l'e-mail in tempo reale... anche se non garantisco sui tempi di risposta perché il tempo mi sfugge dalle mani e la memoria "allocata" per il piacere si è drasticamente ridotta negli ultimi tempi!
Vabbè, alla prossima va!
Il modello è il "Pearl", che finalmente somiglia più a un telefonino normale che a un palmare.
Si chiama "Pearl" perché invece del joystick ha una pallina ("perla") per muoversi nello schermo e fra i menù: decisamente molto comoda come soluzione e anche piuttosto pratica.
Quindi adesso quando mi scriverete potrò leggere l'e-mail in tempo reale... anche se non garantisco sui tempi di risposta perché il tempo mi sfugge dalle mani e la memoria "allocata" per il piacere si è drasticamente ridotta negli ultimi tempi!
Vabbè, alla prossima va!
mercoledì 25 aprile 2007
Ma quanto si lavora!!!
Fino a pochi mesi fa uno dei miei soprannomi più riusciti era senz'altro "pigiaman", dalla mia ben nota attitudine ad arrivare a ora di cena con ancora indosso il pigiama!!!
Bei tempi...
Sarà la vecchiaia che avanza, sarà l'impegno con cui ho preso il mio nuovo lavoro, comunque sia le mie giornate adesso cominciano all'alba e si chiudono non prima di mezzanotte!
E il pigiama... un po' mi manca.
martedì 24 aprile 2007
Il primo post non si scorda mai
Tutti sono consapevoli di essere unici.
Tutti hanno qualcosa da dire.
Tutti hanno la possibilità di avere spazio per dire quello che pensano.
Quindi...
Tutti oggi hanno un blog.
Mah!
Per come la vedo io, questo web 2.0 sta alimentando l'illusione che ognuno conti qualcosa.
E' altamente probabile che l'operazione sia ancora una volta silenziosamente (ma a volte non tanto) pervasa di un bieco utilitarismo socio-economico.
Di fatto, il blog è l'espressione dell'individuo, dei suoi interessi, delle sue idee, dei suoi credo... delle sue esigenze.
Ed è tutto su internet, di pubblico dominio, accessibile a tutti, anche a coloro che fino a pochissimo tempo fa pagavano profumatamente agenzie di comunicazione e new-media per cercare di capire che cosa cavolo vuole questa società, che cosa le interessa.
Ma da oggi tutto questo non serve più!
Da oggi c'è... il web 2.0!
Ti diamo tutto gratis: infiniti account e-mail con infinita capacità, infinito spazio web per condividere le tue foto... e infiniti blog per condividere i tuoi interessi.
E non avrai bisogno di leggere le avvertenze, altrimenti potresti pensare che tutto questo è troppo "mondo dei balocchi" per non avere un motivo economico di essere.
Al di là di questo che può essere semplicemente il prezzo da pagare per esercitare la propria libertà di espressione, c'è un effetto "collaterale" che forse è davvero allarmante.
Il blog è uno strumento meraviglioso è vero, ma alimenta un'illusione.
Attenzione bloggers: se io sono capace di scrivere un post su un blog non vuol dire che so anche scrivere un articolo su un giornale né tantomeno un romanzo.
I contenuti dei nostri meravigliosi blog (salvo rarissimissime eccezioni) sono senz'altro banali dal punto di vista della collettività; al massimo possono essere interessanti per il nostro amico che già condivide con noi altri amici, interessi... la vita.
Mi piace capire dove portano le innovazioni tecnologiche.
Il web 2.0 sta dando a tutti un'infinita possibilità di comunicare.
Il web 2.0 sta togliendo a tutti la percezione esatta di cosa sia degno di diventare un contenuto della comunicazione e cosa non lo sia.
Il web 2.0 è come tutto: un po' buono ma anche un po' cattivo!
E comunque anche io vivo l'illusione che quello che scrivo nel mio blog sia importante :)
Tutti hanno qualcosa da dire.
Tutti hanno la possibilità di avere spazio per dire quello che pensano.
Quindi...
Tutti oggi hanno un blog.
Mah!
Per come la vedo io, questo web 2.0 sta alimentando l'illusione che ognuno conti qualcosa.
E' altamente probabile che l'operazione sia ancora una volta silenziosamente (ma a volte non tanto) pervasa di un bieco utilitarismo socio-economico.
Di fatto, il blog è l'espressione dell'individuo, dei suoi interessi, delle sue idee, dei suoi credo... delle sue esigenze.
Ed è tutto su internet, di pubblico dominio, accessibile a tutti, anche a coloro che fino a pochissimo tempo fa pagavano profumatamente agenzie di comunicazione e new-media per cercare di capire che cosa cavolo vuole questa società, che cosa le interessa.
Ma da oggi tutto questo non serve più!
Da oggi c'è... il web 2.0!
Ti diamo tutto gratis: infiniti account e-mail con infinita capacità, infinito spazio web per condividere le tue foto... e infiniti blog per condividere i tuoi interessi.
E non avrai bisogno di leggere le avvertenze, altrimenti potresti pensare che tutto questo è troppo "mondo dei balocchi" per non avere un motivo economico di essere.
Al di là di questo che può essere semplicemente il prezzo da pagare per esercitare la propria libertà di espressione, c'è un effetto "collaterale" che forse è davvero allarmante.
Il blog è uno strumento meraviglioso è vero, ma alimenta un'illusione.
Attenzione bloggers: se io sono capace di scrivere un post su un blog non vuol dire che so anche scrivere un articolo su un giornale né tantomeno un romanzo.
I contenuti dei nostri meravigliosi blog (salvo rarissimissime eccezioni) sono senz'altro banali dal punto di vista della collettività; al massimo possono essere interessanti per il nostro amico che già condivide con noi altri amici, interessi... la vita.
Mi piace capire dove portano le innovazioni tecnologiche.
Il web 2.0 sta dando a tutti un'infinita possibilità di comunicare.
Il web 2.0 sta togliendo a tutti la percezione esatta di cosa sia degno di diventare un contenuto della comunicazione e cosa non lo sia.
Il web 2.0 è come tutto: un po' buono ma anche un po' cattivo!
E comunque anche io vivo l'illusione che quello che scrivo nel mio blog sia importante :)
Iscriviti a:
Post (Atom)